martedì 5 giugno 2012

Cose viste dal finestrino - 1

E' bella la Loira di sera. E c'è questa strada dritta dritta che corre lungo il fiume, e le due file di alberi, ordinate, una a destra, una a sinistra, che ci passano veloci accanto, scivolando sui finestrini Renault.

E mi ricordo di tantissimi anni fa. La Giulietta milleotto del mio babbo con dentro tutta la famiglia. C'era anche lì una strada dritta dritta e alberata. Era una sonnolenta gita domenicale da qualche parte vicino a casa. Non ricordo dove. Ricordo che gli alberi avevano il tronco imbiancato, dipinto di vernice bianca fino a un metro e mezzo o due di altezza e io pensavo ma guarda un po' questi alberi, col tronco imbiancato.

Io e mio fratello stavamo dietro, avevamo 6 o 7 anni, o giù di lì, e i miei davanti. Era autunno e c'era un po' di nebbia, come sempre in autunno dalle mie parti. In macchina nessuno parlava. La strada era dritta e io pensavo ma guarda questi alberi, chissà perché li hanno imbiancati così.

Io e mio fratello stavamo seduti di dietro, sui sedili grigi della milleotto che aveva quell'odore da macchina nuova che mi faceva venire la nausea. Eravamo fermi, perché c'era traffico, e c'era una lunga fila di macchine tra le due file di alberi imbiancati.

Io e mio fratello stavamo seduti sui sedili grigi milleotto e stavamo zitti. Non dicevamo niente perché là davanti i genitori avevano appena litigato per non so cosa e c'era quell'atmosfera tesa da dopo litigio. Stavamo zitti anche se io avrei proprio voluto chiederlo, al mio babbo - perché il mio babbo è uno che sa un sacco di cose - avrei voluto chiedergli come mai a quegli alberi avessero dipinto il tronco di bianco.



domenica 3 giugno 2012

E' tutto pronto

U. è stata affidata alle amorevoli cure della gentilissima vicina C., i mobili Ikea acquistati in un (vano?) tentativo di arginare l'invasione di vestiti e scarpe (Dio! Le scarpe!) di L. sono stati montati, le faccende lavorative che potevano essere lasciate in stand-by sono state lasciate in stand-by e le altre no ma vabbè non si può far tutto, la valigia verrà preparata a momenti, alcuni saluti sono stati consacrati da una birretta - o da un barbeque - altri son stati fatti al telefono ("ma parti ancora? ma non è possibile! ma basta!") altri via sms ("sei libero il 12 giugno? v.", "no, cazzo, riparto. m.") altri non sono stati fatti, il frigo è semivuoto* se si esclude un'insalata e dei pomodori e delle olive nere e altre amenità** che verranno consumate stasera, non ci sono piante da innaffiare perché io non ho piante in casa*** per cui non è stato richiesto a nessuno di innaffiare le mie piante in mia assenza e quindi direi che siamo pronti per partire.

Domani io e L. andiamo in vacanza.

Salvo sporadici accessi a internet via i-pod**** direi che le attività riprenderanno regolarmente a partire dal 14 giugno.

Vi mancherò, questo è sicuro.*****

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* In realtà, nell'era pre-L., il mio frigo è sempre stato semivuoto e la cosa non è mai stata considerata strana.
** Uova di quaglia. Dio, che vergogna...
*** Ancora per poco, temo...
**** Touch.
***** Per crisi di astinenza, cliccate qui.

giovedì 31 maggio 2012

Essere sulla buona strada

Un sincero grazie a chi è arrivato sul mio sito digitando su google:
come trovare feste nerd
così a occhio, direi che sei sulla buona strada. Continua così e vedrai che una la trovi...  :-p

Scusate il silenzio e il basso rate di posting, ma Manoel è in questo periodo un po' incasinato su vari fronti. Nonché scosso emotivamente.

Inoltre, andrà in vacanza a partire da lunedì.

Perché sto parlando in terza persona?

(Probabilmente per atteggiarmi.)

lunedì 28 maggio 2012

Paris-Oslo

Ieri ho accompagnato L. in aeroporto e c'erano tutti questi tizi con la valigia uguale. Decine e decine. Forse cento. Sì, cento. Tutti con la valigia uguale. Un grosso trolley semi-rigido a losanghe nere e grigie. Erano appena scesi da un autobus e avevano tutti un cartellino colorato al collo. Alcuni rosso, altri blu, altri verde, altri giallo. Avevano anche tutti quanti una sacca di stoffa con scritto "Magic Moments 2012".

La cosa inquietante è che non erano vestiti da turisti.

Una signora ha addirittura tirato fuori un laptop e si è messa a consultarlo con aria seriosa.

Ci siamo avvicinati, cercando di leggere sui cartellini, ma non siamo riusciti a leggere niente*. Li abbiamo sentiti parlare e dopo una breve litigata abbiamo deciso (all'unanimità) che erano brasiliani.

Il mistero si è infittito quando li abbiamo visti mettersi in fila al check in per Oslo.

Oslo?

Vabbè...

Vorrà dire che oggi Oslo è piena di brasiliani che se ne vanno in giro trascinando un sacco di trolley tutti uguali.

Insomma, una cosa quasi (quasi) inquietante come un sogno di Smila Blomma.

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* Che pippe...

sabato 26 maggio 2012

Le ricette di Manoel: 1 - Lo smoothie perfetto

Dosi:

  • 20 acini di uva bianca,
  • mezza banana,
  • 7 o 8 fragole,
  • 2 cubetti di ghiaccio
sbattete tutto dentro al blender.

Se seguirete queste istruzioni potrete gustare lo smoothie più buono del mondo.

venerdì 25 maggio 2012

La mia ossessione dublinese per gli smoothies Innocent

Iniziamo con una importante precisazione: gli smoothies non sono frullati o frappè. Chiaro? Negli smoothies non c'è nemmeno una goccia di latte, nè un milligrammo di yogurt. Negli smoothies c'è solo frutta. Solo e soltanto frutta. Cercate di non fare confusione su questo punto in presenza di un amante ossessivo-compulsivo degli smoothies* perché vi posso assicurare che troverebbe la cosa piuttosto fastidiosa e irritante.

Bene. Dopo questa doverosa introduzione vi rivelerò qualche ulteriore informazione autobiografica, che potrebbe rivelarsi preziosa per coloro che volessero scoprire chi si celi dietro il nome (fasullo, ma decisamente intrigante**) di Manoel O. Dias: per due anni ho vissuto a Dublino. Per motivi di lavoro. E il mio rapporto con Dublino è stato un rapporto molto difficile. Un odi et amo*** nei confronti di una città che non sembrava minimamente intenzionata a farmi parte della sua sgangherata e pigra routine. Per riassumere la questione in una sola frase: Dublino è una città dove proprio non potrei vivere, e questa cosa mi dispiace veramente un sacco.

Bene. Ora vi rivelerò un'altra cosa. A Dublino piove. Piove sempre. Ma non ininterrottamente. Inizia, poi smette, poi ricomincia, poi eccoti un incongruo sole, poi piove di nuovo e bla bla und bla. Questo succede 12 mesi all'anno, perché a Dublino non c'è l'estate. Anzi. D'estate piove di più che di inverno. A Dublino non si toglie mai il piumone dal letto, nemmeno a luglio. A Dublino se pensi che un ombrello sia più utile di una giacca col cappuccio sei proprio un fesso****. A Dublino non serve a niente guardare fuori dalla finestra per decidere come vestirsi, a meno che non si abbia intenzione di tornare a casa entro dieci minuti. Eccetera.

E a Dublino il cielo è basso, bassissimo, quasi ti sfiora. A Dublino il cielo è sempre lì, a fare da sfondo alla tua orizzontale vita a due dimensioni*****.


E ora tenete bene a mente tutto quello che vi ho detto e beccatevi un'altra pillola autobiografica: sul mio passaporto c'è scritto Repubblica Italiana. E nella Repubblica Italiana d'estate fa caldo e c'è il sole e si va in giro in maglietta e si dorme in braghette-e-basta eccetera eccetera eccetera.

Il raffinato ragionamento che sto per fare qui è il seguente: per uno che viene dalla Repubblica Italiana trasferirsi nella Republic of Ireland, o Eire******, può essere un trauma. Anzi, a giudicare dai pareri raccolti durante la mia permanenza a Dublin, è un trauma. E, per superare i traumi, non c'è niente di meglio di una bella ossessione compulsiva che ci distragga dalle preoccupazioni riguardanti le condizioni meteo e ci occupi tutti-ma-proprio-tutti i pensieri.

La mia ossessione compulsiva dublinese erano gli smoothies Innocent.

Gli smoothies Innocent sono gli smoothies commerciali più buoni del mondo. Una volta provati quelli, ogni altra tipoligia di smoothie commerciale lascerà a dir poco perplessi, e talvolta addirittura adirati.

Gli smoothies Innocent che erano sul mercato dublinese quando io ero a Dublin potevano essere acquistati nel formato tetrapack da un litro (5 euro) o nella bottiglietta monodose******* (tra i 2.5 e i 3 euro). Ci sono tre o quattro varianti standard (tipo fragola e banana) costantemente sul mercato, e special editions che restano sul mercato per un periodo limitato. Ricordo ancora la grande tristezza del giorno in cui venne ritirata dal mercato la mia special edition preferita.

E mi fermo qui, per non diventare troppo sentimentale.

Nel prossimo post, inizierò una nuova rubrica intitolata Le ricette di Manoel, dove vi svelerò la mia personale ricetta per lo smoothie più buono del mondo.

La rubrica avrà probabilmente una sola uscita, perché non so cucinare.
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* Per esempio, io sono un amante ossessivo-compulsivo degli smoothies.
** Sì, sono un cretino.
*** Soccia che intellettuale, addirittura il latino!
**** Il vento, ragazzi, il vento...
***** Ed è un gran bel cielo, davvero.
****** Che si pronuncia qualcosa tipo Erà, con la erre anglosassone.
******* In realtà la bottiglietta monodose è troppo piccola e lascia puntualmente insoddisfatti e frustrati. Altamente sconsigliata, salvo emergenze.

giovedì 24 maggio 2012

Back to Paris

Cari tutti,

tra poco ho il volo che mi riporterà a Pariggi*. Anzi, che ci riporterà a Pariggi**. A me, a L., e a U., che tornerà a scrivere, tranquilli.

Ho un sacco di lavoro arretrato qui sul blog.

La lista include:

1) per prima cosa, la fine del racconto di U.,
2) la recensione di All the pretty horses di McCarty,
3) le recensioni degli aeroporti di Santiago de Compostela e di Atene,
4) proseguire il racconto PD: Per Dinci! Le avvincenti storie e mirabolanti avventure del PD che sarà,
5) un post sulla mia dipendenza Dublinese dagli smoothies Innocent (ispirato da Smila Blomma),
6) eccetera, eccetera, eccetera.

Se avete preferenze sulla priorità che devo dare a questi post, fatemi sapere (motivando, chiaramente!).

E ora una confessione: in questo mese in trasferta ho letto pochissimo.

Anzi, non ho letto niente.

Nulla.

Il segnalibro in Lost in the funhouse è alla stessa pagina in cui l'ho lasciato sul volo Parigi-Atene (all'inizio del volo, tra l'altro... Che imbarazzo...).

Ma mi rimetto sotto a Pariggi***, promesso, quindi non abbiate paura, le recensioni ricominceranno a ritmo regolare!

Vostro,

M.

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* Sì, con due g.
** Sì, con due g.
*** Sì, con due g.

mercoledì 23 maggio 2012

Il motivo per cui scrivo

Il fatto è che mi piacerebbe molto scrivere il grande romanzo americano.

Solo che sono italiano.

Il che potrebbe causare qualche impedimento.

martedì 22 maggio 2012

Risposta pubblica

Rispondo qui pubblicamente a v., che in un commento a un mio recente post, mi (o si) chiedeva (cito testualmente):
..quindi questo non è il blog più famoso d'Italia?
Cara v., il punto è che la questione va vista in prospettiva. In questo momento Bisognerebbe Leggermi Ogni Giorno non è, purtroppo e ingiustamente, il blog più popolare d'Italia. Ci sono vari motivi per i quali questo accade, tra i quali primeggia l'orrida mancanza di gusto del genere umano.

Però vuoi  mettere la soddisfazione di dire, un giorno, quando Bisognerebbe Leggere Ogni Giorno sarà il blog più popolare d'Italia e nessuno, ripeto: nessuno, parlerà d'altro:
Io 'sto blog lo seguivo anche quando voi tutti non avevate capito ancora un beneamato cazzo.
No, dico, ma vuoi mettere?

Questo momento arriverà molto prima di quanto tu possa immaginare.

Aristocraticamente vostro,

M.

lunedì 21 maggio 2012

Essere un deficiente

Ieri era il compleanno di L. e quindi siamo usciti e abbiamo sbevacciato in giro per Heraklion fin verso le 5 della mattina. Dopo una bottiglia di spumante Berlucchi®, una mezza caraffella di bianco e un paio di ouzo, dei colleghi di L. ci han portati in un club. Una specie di disco pub con musica greca a volume altissimo* e tasso di tamarraggine ben al di sopra del livello di guardia.

A un certo punto L. mi da di gomito e inizia la seguente conversazione, gridata, per passare sopra i s'agapooo! che il disk jockey si ostinava a far girare sulle piastre.

L. (tono informativo): In questo locale ci sono un sacco di omosessuali.
M. (sgranando gli occhi e con fare preoccupato): Raccogli le tue cose, amore, ce ne andiamo subito!
L. (alzando gli occhi al cielo** mentre io rido scompostamente***): Sei un cretino... Intendevo dire che mi pare un locale aperto e rilassato da questo punto di vista...
M. (con fare circospetto): Forse è meglio se chiamiamo la polizia, cosa dici amore?
L. (con smorfia di compassione**** mentre io, di nuovo, rido scompostamente*****): Sei un deficiente...

Ora, è molto probabile che L. abbia ragione e che io sia un deficiente******, però ve lo ricordate Corrado Guzzanti all'Ottavo nano che si cala nei panni del poeta Brunello Robertetti e dice:
Ho rispetto per gli omosessuali e i negri, purché i due fenomeni non si presenta contemporaneamente. (da L'ottavo nano, episodio 3)
?

A me faceva ridere un sacco.

Ora, a parte l'ovvio fatto che Corrado Guzzanti fa decisamente molto più ridere di Manoel Octavio Dias, a me pare che scherzare su queste cose non faccia male.

Anzi.

Cosa dite?

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* S'agapooooooooo!, s'agapooooooooooooooooo!, eccetera. Avete presente, no, le canzoni greche?
** A L. non piacciono le (mie) battute politically incorrect.
*** A me invece, piacciono da matti.
**** A L. non piacciono le (mie) battute politically incorrect.
***** A me invece, piacciono da matti.
****** Siete caldamente invitati a farmi sapere cosa pensate al riguardo.