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domenica 4 maggio 2014

Cacca morbida: epilogo

Mi è stato appena comunicato dai genitori di Ciccio che il pannolino è stato montato a rovescio. Il davanti nel di dietro. (Si veda il post precedente).

Cacca morbida

Oggi ho cambiato il mio primo pannolino. No, no, state tranquilli, fedeli lettori (potrei elencare i vostri nomi, sì, me li ricordo tutti e tre!), non sono ancora padre, anche se manca pochissimo*.

Il pannolino l'ho cambiato a Z., detto Ciccio, che è il figlio di amici che sono venuti a trovarci nella ridente cittadina dei Paesi Bassi dove io e L.** trascorriamo questa gravidanza.

Insomma, è andata così: i nostri amici volevano visitare un museo, e siccome a me e a L. della cultura proprio non ce ne frega nulla, ma proprio nulla, ci hanno chiesto ma non è per caso che ci potete tenere Ciccio mentre noi andiamo al museo?

Ma certo! Non c'è problema!

Gli amici, gentilmente, si sono premurati di cambiare il pannolino a Ciccio 30 secondi prima di lasciarcelo e partire.

Stiamo via solo un'oretta Ciccio! Resti qui con M. e L.? Ciao ciao Ciccio. Baci baci ecc.

Rimasti soli col biondissimo Ciccio ci siamo messi a giocare, felici e spensierati, fino a che io ho sentito provenire dalla pancia del Ciccio medesimo un suono che potremmo descrivere approssimativamente con un:

STRUUUMPFFFFFFFFFFFFUUUUUMPFFFFFIIIIIIUUUUUMMMMMPF.

Ciccio, hai fatto la cacca?
Occhi persi nel vuoto. Ciccio fissa un punto molto molto lontano sopra la mia spalla.
Ciccio? Hai fatto la cacca?
Gli occhi di Ciccio, lentamente, tornano al mondo reale. L'orizzonte, sempre sopra la mia spalla, si avvicina sempre di più, metro dopo metro, finché arriva a coincidere con i miei, di occhi.
Hai fatto la cacca, Ciccio?
Sorrisetto complice, occhi che mi guardano da sotto la frangetta dritta come un proiettile, la testa di Ciccio inizia a muoversi su e giù. Fì! dice Ciccio. Fì!

Merda.

Ha cagato.

Attimi di panico.

Sconforto.

Poi mi ci sono messo e devo dire che, con l'aiuto di L., ho fatto un bel lavoretto.

Ciccio ha di nuovo il culo pulito, un pannolino nuovo, e sgambetta per casa.

Ed ora una riflessione finale. Ma quanto cagano 'sti bambini? Il pannolino era strapieno di merda fumante. Una quantità impressionante, data la taglia del produttore...

Per fare una simpatica analogia, e come se un adulto riempisse raso un water.

Non so se mi sono spiegato.

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* Due date: May 13th.
** Che, nonostante la pancia formato pallone aerostatico mantiene una classe e un portamento da lasciare secchi.

lunedì 30 dicembre 2013

Ruggiti

In fila alla cassa del supermercato Monoprix. Davanti a me c'è un padre con un bimbo piccolo, dev'essere attorno ai 4 o 5 anni. Mentre il padre aspetta il suo turno lui gioca. Si arrampica sui tubi metallici che dividono la nostra fila da quella della cassa di fianco. Fa strani suoni con la bocca mentre combatte nemici invisibili. Eccetera.

A un certo punto mi guarda. Io sorrido, paterno (si veda il mio post del 18 novembre qui) e con una mano gli do una grattatina alla testa e gli scompiglio un po' i capelli. A questo punto lui si ritrae, brusco, mi guarda con occhi feroci e ruggisce.

- Aaaaaaarg!!!!!!

Io sorrido, un po' imbarazzato, mentre lui comincia a battere sulla coscia del padre, che sta pagando alla cassa, per richiamare la sua attenzione.

- Papà papà!

E aggiunge un breve e confuso resoconto del torto subito.

Il padre si gira, mi sorride e risponde al figlio:

- Come? Che c'è?
- Il signore mi dà fastidio!
- Ma no [nome], il signore vuole solo giocare!- lo tranquillizza un padre sereno e sempre sorridente.
- No! Il signore non vuole giocare!

E, sguardo torvo, aggiunge un altro feroce ruggito.

- Aaaaaaaaarg!

Io continuo a sorridere con sempre meno convinzione. Il padre raccoglie i sacchetti della spesa, e io faccio ciao ciao con la mano al bambino*. E lui, con occhi iniettati di sangue, ruggisce per l'ultima volta tutto il suo odio.

- Aaaaaaarg!!!!

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* No, al mostro. Quel bambino è un mostro, cazzo!

martedì 17 aprile 2012

Ansia è (o?) essere vivi?

Avete presente quando uno resta travolto da tutto quanto e gli sembra che tutto si muova troppo velocemente e che ci siano sempre più cose da fare tra adesso e domani e che le cose da fare man mano che uno le fa crescano invece di diminuire e allora uno dice ma cazzo ma com'è possibile da dove sbucano queste altre cose da fare che prima non c'erano e come farò uno si dice ad andare a letto prima di domani mattina con la coscienza pulita se devo ancora farle tutte quante e poi...

Che cazzo.

Basta.

Sono a Barcellona.

Ora faccio la cosa più urgente. [Ripetere ad alta voce* la presentazione che devo dare domani mattina].

Poi quella più bella. [Chiamare L. e chiederle come sta l'otite della sua (e presto anche mia) bianchissima gatta U.].

Poi esco coi miei bellissimi amici A., J., J., G., V. e forse pure un'altro J. (tantissimi J.).

E 'fanculo a tutto il resto.

Faccio bene?**

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* Come un cretino.
** Manoel in cerca di conferme.