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mercoledì 21 ottobre 2020

Riuscirà il vostro blogger preferito a diventare anarchico?

Da un po' di tempo sto cercando di diventare anarchico.

Ho letto libri. Articoli. Mi sono documentato. Sono una persona seria, io. Non mi improvviso.

Ho poi deciso di abbonarmi a "A", la storica Rivista Anarchica. Ho letto sul sito che per gli abbonamenti per l'estero è necessario contattare via email la redazione.

Lo faccio.

Nessuna risposta.

Sono proprio anarchici! ho pensato sorridendo, ma sempre convinto nel voler diventare anche io un anarchico.

E pochi mesi dopo è arrivata la notizia della morte improvvisa di Paolo Finzi, fondatore e anima della rivista da quasi mezzo secolo, accompagnata dalla rivelazione delle sue volontà testamentarie: interrompere le pubblicazioni della rivista.

E io non ho potuto fare a meno di pensare, con tristezza, di essere arrivato fuori tempo massimo.



mercoledì 17 giugno 2020

Sulle conseguenze del confinamento: gli effetti di una dieta ipercalorica combinata a una pressoché assente attività fisica

C'è chi dice che l'umanità uscirà migliorata da questa pandemia. Che questa sarà l'occasione per ripensare il nostro modo di vivere, il nostro rapporto con gli altri, con la natura... I pessimisti, invece, dicono che ne usciremo peggio di prima, più gretti ed egoisti. Più stronzi. Il dibattito è infuocato.

Io ho una certezza.

Menoel ne uscirà diverso.

Ne uscirà con le tette.

mercoledì 29 aprile 2015

Autonomia politica

Premetto che seguo pochissimo le vicende politiche italiane perché è decisamente molto più divertente cambiare i pannolini ricolmi di merda fumante della Tipsy.

Però leggiucchiando i titoli dei giornali mi pare di capire che in Italia oramai il PD domini la scena, con le opposizioni relegate a trafiletti insignificanti scritti in corpo 2.

Sì, perché leggendo i titoli dei giornali, uno che non sappia nulla dell'Itaia penserebbe che al governo c'è il PD, che vuole assolutamente fare una legge elettorale chiamata Italicum, mentre il principale partito di opposizione, sempre il PD, fa di tutto affinché questa legge non passi. Allora il PD, essendo al governo, decide di mettere la fiducia su quella legge, in modo da obbligare i parlamentari dell'opposizione (sempre del PD) a votarla.

A questo punto in un paese normale dovrebbero insorgere i partiti di opposizione e dire che questo è un insulto alla democrazia e compagnia bella. Ma non ho trovato traccia sui giornali (però tenete conto che leggo solo i titoloni in corpo 1000) di nessun significativo sussulto di Forza Italia, Lega, o quell'altro partito dell'Angelino che adesso manco ricordo più com'è che abbiano deciso di chiamarlo. Forse Grillo ha detto che è uno schifo e che devono andare tutti a fare in culo, ma tanto lui lo dice sempre, a tutti, e su tutto, quindi non so se devo prendere la cosa seriamente o no...

Insomma. È il PD che strepita. Che si indigna. Che protesta con veemenza contro se stesso. Mentre i partiti di opposizione forse hanno capito che la strategia migliore è non intervenire e lasciare che siano loro a disintegrarsi con le loro stesse mani.

Se a questa straordinaria autonomia politica del PD in parlamento si aggiunge il fatto che, grazie alla legge elettorale detta Porcellum, gli elettori non hanno potuto scegliere nessuno dei parlamentari che ci stanno regalando questo spettacolo, non resta che avanzare la seguente proposta.

Riassumendo. Al PD non serve una opposizione, perché tanto se la fa da solo, così come al PD (e a tutti gli altri partiti) non servono nemmeno gli elettori, dato che la lista degli eletti è stata decisa a tavolino da un paio di cialtroni incravattati. Quindi il PD ha raggiunto sia l'autonomia politica in parlamento, che quella fuori dal parlamento.

Proposta. Perché non li lasciamo fare? Mentre loro supercazzolano come se fosse antani, noi ci inventiamo un sistema democratico, con elezioni democratiche, con dei partiti di destra e di sinistra* eccetera eccetera e, senza dirglielo, ricominciamo da capo. Mettiamo il parlamento da un'altra parte, magari in un centro sociale occupato che tanto oramai non si sa più che fare nei centri sociali occupati, e lasciamo per un po' le sedi istituzionali ai vari Mattei, Angelini, Pierluigini, Silvi ecc.

Fino a quando si accorgeranno, probabilmente non prima del mancato ricevimento del modesto stipendio da parlamentari, che l'Italia è andata avanti senza di loro.

Sarebbe bello, no?

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* Ma non di centro! Dai. È palese ormai. In Italia il centro non funziona. Tutti vogliono il centro e quindi sono anni e anni che dobbiamo sorbirci queste puttanate tipo centro-sinistra, centro-destra, e centro-centro. Con tutti i partiti che assomigliano sempre di più alla DC. Basta cazzo. Da adesso in poi o uno è di destra o di sinistra. O al massimo anarchico. E basta! E non ditemi, per cortesia, e i cattolici dove li mettiamo? Metteteli dove vi pare. Ma non al centro, perdio!

domenica 1 febbraio 2015

Miracolo italiano

E tutti a dire che Renzi ha fatto il colpo del secolo. La grande manovra politica. Capolavoro di Renzi. Genio. Li ha messi a posto tutti. Eccetera.

L'elezione di Mattarella alla presidenza della Repubblica è stata salutata come un trionfante successo di Renzi.

Consiglio: quando tutti o quasi, in Italia, gridano al miracolo è sempre bene utilizzare il cosiddetto (da me) "approccio descrittivo". Ovvero, fingi di dover spiegare cos'è successo a qualcuno che non ne sappia nulla (per esempio, prendete un marziano che sia appena atterrato con la sua navicella spaziale in Italia, senza aver mai sospettato prima d'ora che la terra fosse abitata).

Bene.

Ecco il grande trionfo, riassunto per il nostro amico marziano, in 3 punti.

1) Renzi è riuscito, cosa mai vista fino ad ora!, a far eleggere un democristiano Presidente della Repubblica. Pazzesco. Non era mai successo fino ad oggi.

2) Renzi è riuscito a fregare, mettere in un angolo, e forse cancellare dalla scena politica il più temibile temibilissimo di tutti gli avversari politici, ovvero un vivace vecchietto settantottenne erotomane e puttaniere, già più volte presidente del consiglio, al momento ai lavori sociali per scontare una condanna per evasione fiscale, interdetto dai pubblici uffici, ma comunque leader di un partito da lui fondato i cui membri provvisti di encefalo funzionante hanno oramai capito che per lui è finita (anche solo per motivi anagrafici).

3) ha ricompattato il PD, ridandogli un senso di identità che sembrava quasi perso. Finalmente il maggior partito del centro sinistra italiano è di nuovo unito, sotto la guida di un devoto ex boy scout cattolico di buona famiglia democristiana.


Scusate ma a me viene da ridere. Anzi no. Non c'è un cazzo da ridere.

Siamo un popolo che ha perso il senso del ridicolo.

sabato 9 marzo 2013

Grillini (guest post)

Cari tutti, trovandomi indaffaratisimo in quel di Lione a mangiare interiora di maiale cucinate nei modi più svariati, ho poco tempo per postare. Prometto a (quello schianto di) L. (pure lei indaffaratissima a mangiar lionese) e a s. che cercherò di rispondere al più presto ai loro commenti (che condivido, probabilmente mi sono espresso non al meglio nel mio post) relativi al mio ultimo post sui risultati elettorali.

Nel frattempo, ricopio qui sotto alcune riflessioni sui Grillini che s. stesso mi ha inviato via mail.

Vi bacio tutte/i,

M.

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Provo per un attimo a fare un discorso serio. Premetto che la cosa mi sembra difficile essendo io, fondamentalmente, un patacca ma ci provo al meglio delle mie possibilità.

Premesso che, come ci siamo detti mille volte, questo movimento è stato eletto democraticamente e quindi ha tutto il diritto di comportarsi come meglio crede (ovviamente nell'ambito della legalità) tuttavia c'è una cosa che non capisco. Perché è necessaria tutta questa violenza e questo disprezzo per chi non la pensa come loro?

In questi giorni cerco di leggere il più possibile articoli o blog che tentano di descrivere questo movimento e le persone che lo compongono. La cosa interessante però non sono tanto questi articoli (spesso critici) ma sopratutto i commenti che alcuni utenti scrivono in risposta. Quelli che non sono d'accordo con le critiche al movimento spesso hanno come unica risposta un'insulto o un'offesa a livello personale.

Che sò: il sito di repubblica mette on line l'Amaca di serra e subito uno scrive il commento:

- sei uno stronzo!
- non capisci un cazzo
ecc

Quando non c'è l'insulto c'è invece la professione di mala fede. Uno dei commenti ricorrenti è:

- scrivi male del movimento perché vogliamo togliere i finanziamenti pubblici ai giornali e quindi tu hai paura di perdere il lavoro.

- scrivi così perché tu sei legato ai partiti e, visto che noi volgiamo eliminarli tutti, poi non avrai nessuno che ti pagherà lo stipendio.

In conclusione se provi a muovere una critica al movimento hai uno dei seguenti problemi:

1) sei stronzo;
2) sei in malafede.

Bada bene che è molto difficile trovare qualcuno che argomenti il dissenso.
La mgliore risposta che ho trovato è:

-qual è l'alternativa? fanno tutti cacare...

Insomma io non capisco una cosa: è possibile non essere d'accordo con il movimento perché si hanno idee diverse (ma legittime come le loro)?

Si potrebbe argomentare che non tutto il 25% degli elettori commenta i blog oppure è d'accordo con questo modo di fare ma a me sembra che tutto nasca da Grillo.

Vorrei tanto trovare qualcuno che ha votato il movimento, o ancora meglio che ne fa parte, che mi spieghi questa cosa.

s.

mercoledì 27 febbraio 2013

Mediocrità ed aristocrazia

È giunto il momento per Manoel di uscire dal suo splendido isolamento per rilasciare una illuminante e beninteso anche aristocratica dichiarazione che faccia alfine chiarezza su quale sia il modo migliore (anzi l'unico) di interpretare i risultati di questa italianissima tornata elettorale senza precipitare nello sconforto più totale e/o spararsi sulle palle*.

Partiamo da qui: secondo il Dizionario Treccani, una delle definizioni della parola mediocre è:
Sostantivato, di persona che non ha qualità per poter emergere.
E direi che la chiave di lettura giusta (e cioè la mia, che qui vi propongo, aristocraticamente) sia proprio questa.

Premettiamo che queste elezioni ci hanno fatto schifo**. Che i personaggi in lizza erano, nella migliore delle ipotesi, imbarazzanti, e tutto sommato, chi più o chi meno, piuttosto orrendi.

Finita la premessa, iniziamo l'analisi.

Q: Chi sono gli sconfitti di queste elezioni?***
A: Monti e Bersani.
Q: Cos'hanno in comune?
A: Vediamolo.

Monti è probabilmente onesto, e dicono anche che sia preparato. È uno che ha studiato. Professore. Bocconi. E così via. Ha trascorso l'ultimo anno indossando i panni del puntiglioso ragioniere (che sembravano proprio i suoi di panni, tra l'altro). Ha cercato di sistemare i conti. Ha fatto gli interessi della sua categoria (probabilmente, ahime, anche in buona fede) senza sgarrare mai una volta. Mai una sola volta. Da bambino era di sicuro l'orgoglio di sua madre. Operoso. Mai nessun guizzo di ingengo o di fantasia. Sguardo da triglia lessa. Abiti grigi, in tinta con la faccia. Poche idee. Tanta prudenza. Risparmio. Ragionevolezza. Tono di voce roboticamente palloso. Credibilità.

Bersani è un brav'uomo. Capace. Un buon dirigente da lega coop. Competente. Fedele al partito e forse anche a quel poco che resta delle idee che stavano dietro all'ex-ex-ex-ex-ex-ex-ex-ex-nome del partito stesso. Uno con cui io andrei anche volentieri a cena in trattoria, per dire (con Monti no, sai che palle). Ha fatto e detto anche delle cose condivisibili, per carità. Le primarie per i parlamentari, la scelta di Vendola anziché Monti, eccetera. Ma le ha fatte solo perché l'alternativa era che tutti, ma proprio tutti, gli elettori del suo partito lo mandassero a cacare e votassero per qualcun altro. Non le ha fatte, quelle cose, per iniziativa sua, ma perché era con le spalle al muro. Non aveva scelta. Doveva perlomeno fingere di voler cambiare qualcosa, e di voler essere leggerissimamente più a sinistra del centro-destra. Tante metafore. Catenaccio. Teniamo la posizione. Siamo in vantaggio. Se teniamo la posizione vinciamo. Eccetera.

Riassumendo: Bersani e Monti sono entrambi mediocri. Per dirla con la Treccani, non hanno le capacità per poter emergere.

Ora, potete dire tutto quello che volete di Berlusconi (per esempio che fa schifo, che è orrido, che ha i capelli che sembrano merda spalmabile, che è un porco, che è un mafioso, ladro, impostore e via discorrendo), potete dire tutto tranne che sia uno mediocre. Anzi. Da un punto di vista prettamente mi-faccio-i-cazzacci-miei-centrico, è fenomenale. È uno spericolato acrobata. Ripeto, farà pure cacare, ma non è un mediocre. Nessuno potrà mai dire che non abbia le qualità per poter emergere (e ri-emergere, aggiungerei io, con aristocratico compiacimento per l'arguzia dei miei pensieri).

Grillo stà all'eleganza come Boy George stà all'ortodossia eterosessuale. È un demagogo. Non si capisce cos'è che voglia, esattamente, tranne perseguire nell'intento, già di Wowbagger, di mandare a fare in culo, in ordine alfabetico, tutti gli abitanti dell'Universo. Suda copiosamente. È permaloso. Non ha alcuna voglia di capire perché mai le cose si dovrebbero poter fare in modo diverso da come dice lui. Direi che è anche piuttosto banalotto, in ciò che dice (quando si capisce ciò che dice). Ma, anche in questo caso, non potete certo dirmi che sia un mediocre. Perché non è un mediocre. Non potete certo dirmi che non abbia le capacità per poter emergere.

Quindi, l'unica cosa che potebbe essere vista come non-catastrofica e non-deprimente e non-orrida in tutto questo catastrofico, deprimente e orido frangente è forse il fatto che gli italiani si sono rotti le balle della mediocrità che da vent'anni è considerata l'unica alternativa possibile a Berlusconi.

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* Wow. Che frase lunga!
** Sì, sì, è proprio un pluralis maiestatis.
*** Lasciate stare Giannino e Ingroia. Quelli non sono sconfitti: il primo è un talentuoso (e strepitoso) comico, e il secondo uno che non si è capito bene cos'è che volesse, a parte affermare pubblicamente che la Boccassini sia una gran stronza.

giovedì 8 novembre 2012

Indipendentismi a confronto

Si parla molto di indipendenza e indipendenze in Spagna in questo periodo. Siccome mi trovo, per l'appunto, sul campo di battaglia*, ho deciso di sfruttare questo punto di osservazione privilegiato per apportare il mio umile contributo alla discussione, basato su esperienza diretta e informazioni di primissima mano.

È ufficiale. Dopo essere stato un milione di volte a Santiago de Compostela (Galizia) e un milione di volte a Barcelona (Catalogna) posso concludere che, al di là di ogni dubbio, in Galizia si mangia molto meglio che in Catalogna. Nettamente meglio. E costa anche molto meno.

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* Sono a Barcelona.