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lunedì 15 aprile 2013

Tutta una questione di spazio

Ero piccolo, non ricordo l'età, ma qualcosa come 4 o 5 anni, o giù di li. Mia madre aveva comprato non so che prodotto al supermercato, e c'era attaccata una di quelle cartoline da concorso a premi. "Spedisci la cartolina e vinci 100 pianoforti!" era scritto a caratteri dorati.

Mia madre compilò la cartolina e disse, dubbiosa, "Ma sì, dai, proviamo...".

E io scoppiai a piangere. Proprio una crisi di panico pazzesca. "No, mamma, non spedirla!" strillavo tra le lacrime, "Non spedirla! Per favore...".

Mia madre, perplessa, mi chiese come mai non volessi partecipare all'estrazione dei premi.

Ed io, tra disperati singhiozzi, "Ma se vinciamo, mamma, dove li mettiamo cento pianoforti!".

mercoledì 13 febbraio 2013

Le undici cose che non avete mai osato chiedere a M.

Undici cose su di M.

Undici indizi per scoprire la sua vera identità.

Indizi dei quali non è possibile, sfortunatamente, accertare la veridicità.

1) M. è molto bello. Molti dicono addirittura sia bellissimo.
2) M. è anche molto simpatico. Proprio uno spasso.
3) La bellezza mozzafiato e la straripante simpatia non impediscono a M. di rivelarsi una persona di rara profondità e sensibilità. È probabilmente la persona più ricca interiormente che abbiate mai conosciuto (o letto).
4) Anche un cretino capirebbe che M. è intelligentissimo. Ma M., intelligentemente, non gli farebbe pesare troppo la cosa.
5) Un'altra caratteristica che contraddistingue M. è l'eccessiva modestia. Non gli piace darsi arie. E sono poche le persone di quel livello che riescono a rimanere, malgrado tutto, umili.
6) M. un giorno sarà famoso. E a tutti sembrerà una cosa normalissima.
7) A M., da grande, succederà almeno una delle seguenti tre cose: salverà il mondo, un suo romanzo sarà salutato dalla critica come il romanzo del secolo, imparerà a cucinare.
8) Mai, per nessuna ragione al mondo, M. leggerà un libro di Harry Potter.
9) M. non è uno snob. Se strettamente necessario, sa muoversi con accettabile disinvoltura anche ai piani più bassi della società. Certo, è chiaro a tutti però che quello è un mondo che non gli appartiene.
10) M. aveva tutte le carte in regola per sostituire Michael Jackson nel tour This is it, ma, a riprova della sua grande sensibilità umana, si è fatto da parte all'ultimo per non eclissare la popolarità dell'artista (e caro amico) recentemente scomparso.
11) Barack Obama ha seguito lo spoglio elettorale che lo ha portato alla seconda presidenza degli Stati Uniti a casa di M., festeggiando con una Moretti ghiacciata e un sacchetto enorme di Fonzies. (Per la sua prima elezione, invece, avendo M. impegni pregressi e inderogabili, Barack rimase a casa con moglie e figlie. Riferì poi a M. di essersi annoiato mortalmente.)

Concludo con una annotazione a margine, dedicata a Kermit e a Alex V.: quando tutti scoprirete la mia identità toglierò gli odiosi capcha dai commenti di questo blog. Prima no. O, almeno, non credo.

venerdì 10 febbraio 2012

Cose

È strano, ma a volte è l'intensità di certe giornate a ricordarti, sottovoce e a tarda notte (ebbene sì, proprio come farebbe il vecchio Marzullo) che è arrivata l'ora di avere sonno.

Ok.

Cose importanti, sparse, ma in ordine cronologico:

  1. L'omino svogliato con la paletta rossa "Stop Scuola" che sta in mezzo alla strada deserta, nel quartiere dove lavoro, ad aspettare bambini, grembiulini e cartelle che non arriveranno mai (perché sospetto che la scuola più vicina sia a svariati chilometri di distanza) ha un'aiutante. Ebbene sì. Un donnone grosso e nero che oggi aveva enormi difficoltà a infilarsi un microscopico giubbetto giallo fluorescente con su scritto una roba tipo "Servizio scuole parigine". Insomma, non solo li umiliano mettendoli a fare gli attraversatori pedonali per scolaretti in una strada senza macchine e lontana mille miglia dalla scuola più vicina, ma li ridicolizzano pure con delle mises sgargianti di svariate taglie troppo strette. Non resta che sospirare tristemente: "Perché tanto odio?"*.
  2. Oggi ho ricevuto una delle mail lavorative più assurde di ogni tempo. Diceva più o meno così: "Salve Egregio Manoel, a proposito della conferenza a cui lei è stato invitato come relatore volevamo dirle che siamo nella merda più totale. Sa com'è. La crisi che attanaglia l'Europa e specialmente la nostra adorata Spagna, paese in cui, per l'appunto, si svolgerà la conferenza alla quale lei è stato invitato. Insomma. Siamo imbarazzati. Vorremmo offrirle, come ovviamente si fa con tutti i relatori invitati, di non pagare il registration fee per la suddetta conferenza. Però se lei preferisse pagarlo (sarebbero 300 euro) glie ne saremmo davvero molto grati. Chiaramente se non lo vuole pagare non c'è nessun problema. Troveremo il modo. Ma se lei potesse... Insomma, faccia lei. Mettiamola così. Diciamo che è opzionale!". Opzionale? Mi stanno davvero dicendo che posso pagare 300 euri oppure no? Che posso scegliere liberamente tra pagare 300 euri e non pagarli? Bene, cari amici, ora spremetevi le meningi e suggeritemi una risposta che, in quanto ad assurdità possa competere con una mail così. Un premio a chi suggerisce la risposta più assurda.
  3. Ho preso una birretta con S., il tizio che (per primo, e fino ad ora unico) mi ha smascherato (maledetto!). Mi ha chiesto spiegazioni sul perché cazzo non usi il mio cazzo di nome per questo cazzo di blog. Gli ho risposto.
  4. Ho appena parlato per circa settecento ore su Skype® con quello schianto di donna che è la mia donna e abbiamo litigato e discusso e ci siamo accusati e non capiti e stufati e irritati e imbronciati e incattiviti e arrabbiati e spaventati e angosciati e anche un po' gridati e forse insultati. E abbiamo concluso che ci amiamo davvero tantissimo. Che non è poi così male, come buonanotte.
Fine.

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* Chi capisce la citazione si merita un post tutto per lui/lei su un argomento a sua insindacabile scelta.