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lunedì 31 dicembre 2012

Comics - 3: Days of the Bagnold summer, Joff Winterhart

Days of the Bagnold summer è il primo libro pubblicato dall'inglese  Joff Winterhart.

Daniel Bagnold è il tipico quindicenne con capello lungo, sguardo triste e sfuggente, felpa (con cappuccio) di qualche band heavy-metal, scarpe da ginnastica che calpestano l'orlo dei pantaloni sempre troppo lungo. Daniel deve partire, come ogni anno, per passare l'estate con suo padre (i suoi genitori sono separati). Ma all'ultimo minuto salta tutto, e Daniel resta con la madre, Sue.
Il libro descrive, quindi, in sei capitoli (uno per ogni settimana di vacanza), l'estate della coppia madre/figlio e cattura con delicata precisione tutte le irrequietezze e incertezze del quindicenne e le malinconiche e tristi frustrazioni della madre.

E il tutto prosegue tra incomprensioni tra i due, prove della adolescenziale band hard-rock di Daniel, dates disastrosi di sua madre, l'improbabile madre new age di un compagno di classe, acquisti di abiti eleganti in vista del matrimonio di un cugino, e la morte dell'animale domestico.

Pur non conisderando The Bagnold una delle graphic novels migliori che io abbia letto recentemente, è di certo una lettura molto gradevole.

domenica 9 settembre 2012

Comics - 2: The wrong place, Brecht Evens

Gary dà una festa nel suo appartamento. Gli ospiti arrivano, uno dopo l'altro. Ci sono un sacco di donne e pochi uomini, ma ben presto si capisce che Gary è uno sfigato e che le donne sono lì per il suo amico Robbie. Solo che Robbie non c'è. Gary, sotto pressione delle invitate, lo chiama più volte lungo tutta la serata e Robbie è sempre in un posto con musica altissima e grida al telefono si, si, arrivo, scusami Gary, sono in ritardo ma arrivo. Ma non arriva mai.

E questo è solo l'inizio della storia raccontata in bellissimi acquerelli da Brecht Evens. Tutto ruota attorno al fascinosissimo Robbie, che per buona parte del libro appare solo tramite racconti o allusioni degli altri personaggi. È lui, o meglio, il suo fascino, il protagonista indiscusso delle tavole.

Un bellissimo fumetto, una storia raccontata con ritmo e intelligenza, e immagini perfette. Molto bella l'idea di non utilizzare i classici baloons per i dialoghi, che sono semplicemente sospesi sopra ai personaggi. Ogni frase è scritta in un colore, che è il colore dominante col quale è disegnato il personaggio che l'ha pronunciata.

Gary è grigio, ovviamente, e Robbie è blu.

Leggetelo.


domenica 2 settembre 2012

Comics - 1: Birchfield Close, Jon McNaught

Come vi avevo promesso quasi 8 mesi fa*, ecco la prima puntata della nuova rubrica del blog dedicata interamente ai fumetti.

L'obiettivo di questa rubrica è di parlarvi di fumetti**, dei fumetti che leggo (o rileggo, mi piace rileggere i fumetti). Il motivo di questo leggerissimo ritardo nell'iniziare questa rubrica è il fatto che, ultimamente, ho letto pochi fumetti. E devo dire che mi sono mancati. Quindi l'altro giorno ne ho comprati un po' da Shakespeare and Co e ho anche rispolverato alcuni dei vecchi acquisti non ancora letti. Mi sono anche ripromesso di leggerne un po' in francese, così magari dopo 3 anni a Parigi imparo un po' questa lingua?

Bene.

http://www.nobrow.net/628
Iniziamo con Birchfield Close, di Jon McNaught, che è un libretto curatissimo ed elegante che ho deciso di comprare immediatamente dopo averlo estratto dallo scaffale della libreria. Bella copertina rigida cartonata, carta di ottima qualità, eccetera eccetera. Insomma, è uno di quei libri che appena te li ritrovi tra le mani non puoi fare a meno di annusare.

I disegni sono impeccabili, e raccontano con delicatezza e poesia una breve storia di semplice vita quotidiana. Due ragazzini che salgono sul tetto di una casa e si guardano attorno, per ore. Non ci sono parole, solo immagini a raccontare la storia di Birchfield Close, e questo rende il tutto ancora più onirico. Lo stile decisamente retrò richiama quello di Seth, che infatti sulla quarta di copertina scrive: Quiet, subtle, deeply felt. Gorgeously designed. Quintessentially British. A rare joy. Simply put - Jon McNaught is sublime.

Direi che sono d'accordo. Leggetelo, anzi, guardatelo.

__________

* Perché le mantenghe si promettono, come diceva, con tanto di ditino alzato, mio fratello P. alla tenera età di 3 anni.
** Falso. L'obiettivo delle rubriche di questo blog è trovare qualcosa, qualsiasi cosa di cui parlare. Perché la mia vita non è così intensa da procurarmi quotidianamente aneddoti raccontabili...

sabato 7 gennaio 2012

Manco a farlo apposta, fumetti, et al

Carissimi,

manco a farlo apposta, poco dopo il mio post furente contro Ryanair, nel quale giuravo (anzi, ri-giuravo, non è la prima volta, ahimè...) di non volare mai più Ryanair, eccoti che un amico (altrettanto furente) mi posta su Facebook questo link qui, che altro non è se non una serie di motivi per cui uno non dovrebbe volare con Ryanir. Insomma, un bel concentrato di astio e livore, che ci aiuteranno di sicuro ad avere un weekend più sereno e tranquillo.

Poi.

L'altro giorno ho deciso che inizierò un'ennesima rubrica su questo blog. Quindi, carissimi e carissime, dopo la rubrica aeroportuale, dopo quella sui libri che sto leggendo (ancora ferma ai blocchi di partenza), e quella sui libri fondamentali per vivere meglio (ferma pure lei), ecco a voi la rubrica sui fumetti.

(breve pausa per dare spazio agli applausi)

Ebbene si, mi piacciono molto i fumetti, e siccome ne leggo abbastanza ho deciso di recensire pure quelli. Per capirci, io leggo graphic novels (niente manga ne supereroi, please). Se dovessi dirvi quali sono i 3 capolavori del genere direi Mouse di Art Spiegelman, Persepolis della Marjane Saptrapi e Jimmy Corrigan the smartest kid on Earth di Chris Ware. Il più dolce che abbia mai letto è invece Blankets, di Craig Thompson. Insomma, mi piace questa roba qui. Abbiamo gli stessi gusti?

La rubrica si chiamerà: "Comics", e basta (poca fantasia?).

Spero di recensire presto qualcosa (lo so, lo so, sto andando un po' a rilento, ma abbiate pazienza... E poi è tutta colpa del Santo Natale e di quella maledetta Befanaccia... Ma ora grazie a dio tutto questo è passato...).

Scriverò presto, meglio, e di più!

Promesso.