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venerdì 5 giugno 2020

COVID-19

Carissime.

Carissimi.

Ci siamo lasciati nel lontano Novembre del 2015, all'indomani dei drammatici attacchi terroristici a Parigi.  Nei mesi ed anni seguenti, il terrorisomo islamico internazionale è stato considerato  il pericolo numero uno per l'occidente. Tutti i mezzi di comunicazione di massa, all'unisono, ci hanno martellati con inquietanti notizie su uno Stato Islamico in espansione,  su foreign fighters che andavano e venivano tra i campi di battaglia siriani e le nostre città, sui lupi solitari, ovvero tranquilli e sorridenti vicini di casa arabi che da un giorno all'altro si sarebbero potuti trasformare in invasati kamikaze. Eccetera.

Più o meno nello stesso periodo iniziava la crisi dei migranti, resa ancora meno gestibile, anzi certamente amplificata da accadimenti quali la morte di Gheddafi e la guerra in Siria. Le prime pagine dei giornali si sono riempite di barconi stracarichi di miseria fermi al largo della Sicilia. E di leghisti intenti a farsi dei selfie. Eccetera.

Poi c'è stato un periodo probabilmente abbastanza breve, ma che a me è sembrato non passare mai, durante il quale non appena qualcuno cercasse di informarsi su qualsiasi questione, si vedeva parare davanti lo sguardo torvo di Greta Thunberg. Quello sguardo che era un'incrocio tra un "ricordati che devi morire", un "lo so benissimo che sei stato tu", o anche un "è tutta colpa tua". Eccetera.

Bene, ora la domanda che mi (vi) pongo è la seguente. Dove sono finiti tutti quanti? Terroristi, migranti, leghisti e ambientalisti. Dove sono finiti?

Chiedo per un amico.

sabato 30 maggio 2015

La cruda verità

Parigi, quattordicesimo arrondissement. Cena. Dialogo tra L. e M., italiani all'estero. Expats.

L: La parola expat mi fa schifo.
M: Sì, non è mai piaciuta nemmeno a me.
L: Che poi, cosa vuol dire?
M: Mmm... Vediamo... Immigrato proveniente da un paese industrializzato...?
L: Sì appunto. È per non mescolarsi agli immigrati "veri"... Che sono poveri e puzzano.
M: Immigrato fighetto? Intellettuale? Ricco? Benestante? Colto?
L: Sì, probabilmente vuol dire quello, ma che senso ha? Non siamo tutti immigrati uguali?
M: Ma il vu cumprà, tecnicamente, è o non è un expat? O te lo immagini un albanese in Italia darsi arie da expat? O il kebabbaro che porge il panino a un affamato studente erasmus che ha dimenticato a casa il portafoglio e gli dice, con complicità: se non ci si aiuta tra di noi expat!
L: Ah ah ah!

RIASSUNTO: La parola expat è stata inventata per distinguerci dai negri*.

Sipario.

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* Si intende qui negri in senso lato.