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mercoledì 11 giugno 2014

Come fare soldi in Olanda

Entro all'ufficio postale con già pronta in mano la moneta da due euro. La appoggio sul banco e dico:
- Salve, vorrei un francobollo da due euro.
- Sono due euro e dieci, grazie.


giovedì 3 aprile 2014

Zoologia in cucina

Da qualche tempo vivo e lavoro nei Paesi Bassi. Non in via definitiva. Solo qualche mese, poi si torna a Pariggi.

Vivendo nei Paesi Bassi, sono costretto a pranzare nei Paesi Bassi. Nella mensa dell'università. Il che, potrete immaginare, è un'esperienza estrema (e io ho anche vissuto nei paesi anglosassoni e vi posso garantire che, sì, l'Olanda è decisamente molto peggio dal punto di vista del cibo).

Eccovi due gustosi (facile ironia...) episodi. Accaduti entrambi in mensa. Ai quali segue un'attenta analisi sociologica firmata Manoel.

EPISODIO NUMERO UNO.

L'altro giorno, sentendomi coraggioso, invece del solito tristo panino ho deciso di affrontare il "pasto caldo", servito con malcelato disgusto da dei finti cuochi in camice bianco che si affannano dietro al bancone della cucina (cucinano e servono contemporaneamente). Leggo dal menu le varie opzioni e, tutto d'un fiato, dico: "Beef sausages". Il piatto viene preparato e appoggiato al bancone. Lo prendo, sorrido, mi giro e mi incammino verso la cassa. Ma dopo pochi passi, un pensiero mi inchioda.

"Beef sausages? Ma le salsicce non si facevano col maiale?"

Il mistero è presto svelato. Le beef sausages erano polpette, che invece di avere la forma di una polpetta, avevano quella di una salsiccia.

EPISODIO NUMERO DUE.

Vi giuro che oggi in mensa c'era un panino al porcelo tonato. Porcelo??? Tonato??? Nonostante i due errori su due parole, non è stata l'ortografia errata a gettarmi nello sconforto.


CONSIDERAZIONE SOCIOLOGICA.

E' chiaro che gli olandesi fatichino a capire quale sia il miglior utilizzo di un animale in cucina. Non si possono fare le salsicce con un animale preso a casaccio! Perdio! (Non ho le forze per aggiungere una frase sul porcello tonnato. Davvero non ce la faccio.).

domenica 14 ottobre 2012

Haute cuisine

Allora, ogni tanto io e L. facciamo gli sboroni* e andiamo a mangiare in ristoranti costosi. Ci piace mangiare bene, e quindi ogni tanto buttiamo via i soldi così.

Bene.

Ieri sera eravamo nei Paesi Bassi, nazione rinomata per la lunga e gloriosa tradizione culinaria**. Dopo aver pranzato in stile Dutch con un tristo tramezzino, presi dallo sconforto decidiamo di puntare, per la cena,  uno dei ristoranti più costosi del centro.

Insomma, uno di quei posti dove se chiedi al cameriere un consiglio su una bottiglia di vino da accompagnare al tuo piatto lui ti dice: "Attenda un attimo, Mister, Le mando l'espetro di vini" e ti si presenta un ragazzino effemminato che, con boccuccia a culo di gallina e mani giunte ti descrive ad uno ad uno, e con dovizia di aggettivi, tutti i vini che farebbero una porca figura se bevuti con quello che stai per mangiarti.

Ecco.

Di fianco a noi c'era un tavolo con due olandesoni che, per gridare al mondo la loro olandesità, hanno ordinato a fine pasto un bel cappuccino. Non paghi di aver assassinato in questo modo barbaro la loro costosissima cena, si son fatti mandare al tavolo il grande esperto di vini.

E vi giuro che non è stato per niente banale, né per me né per L., non scoppiare a ridere quando questi hanno chiesto al ragazzetto effemminato di consigliargli una buona grappa da accompagnare... al cappuccino!

Crsito! Al cappuccino!

Non so cosa cazzo gli abbia risposto il ragazzino effemminato, ma di certo non avrei voluto essere nei suoi panni in quel momento.

Comunque, noi a quel punto ce ne siamo andati decidendo di non tornare mai più.

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* Sì, sono romagnolo, e allora? :-P
** Crocchette e patate fritte. E poco altro.

martedì 9 ottobre 2012

Manoel è un uomo molto affascinante e ora può dimostrarvelo

La casa che L. ha trovato nei Paesi Bassi è al momento sprovvista di internet e di domenica non è facile trovare un internet café aperto che mi permetta di stampare il biglietto del treno.

Il biglietto del treno mi serve per il lunedì. Mattina. Prestissimo. Perché ritorno a Parigi.

Esco ed entro in un bar con internet, ma non stampano, né sanno indicarmi dove trovare un internet point aperto di domenica.

Mi dirigo verso la stazione ferroviaria che, bizzarramente, si trova all'interno di un mall enorme. I negozi sono quasi tutti aperti, ma non trovo un internet point. C'è però un rivenditore di computer. Entro, pensando: forse loro sanno qualcosa.

Dentro c'è tanta gente e una signorina (bionda) in divisa mi si avvicina sorridendo. Le spiego il mio problema, cerco un internet point per stampare il biglietto del treno. Lei sorride e dice che se ho con me il file, o se posso recuperarlo su internet lo posso stampare lì. Perfetto, penso. La seguo fino a un computer, mi collego a gmail, scarico il biglietto e lei lo stampa. Me lo dà sorridendo: "Here it is!". Quanto costa?, chiedo io. "Nothing! Have a nice day!".

Non è fascino questo?

Ma c'è di più.

Vado a fare la spesa al supermercato vicino a casa. Per inaugurare la nuova casa di L. decido di comprare una bottiglia di chianti. Alla cassa una signorina (bruna) mi chiede se ho la tessera fedeltà del supermercato, perché il chianti è scontato solo in quel caso. No, non ho la tessera. Lei sorride, dice "no problem", tira fuori una tessera, la passa sullo scanner e mi sconta il chianti.

Non è forse fascino, questo?*

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* Per gli scettici. La settimana prima, sempre nei paesi bassi, ero alla ricerca di un internet point ove stampare un biglietto del treno (un altro, sono uno che viaggia parecchio). Il tizio (maschio) mi ha fatto pagare una stampa un euro e mezzo! Questo prezzo, chiaramente truffaldino, è spiegabile in un solo modo. Vedendomi così pieno di fascino, ed essendone lui totalmente sprovvisto, il tizio ha deciso di vendicarsi. Poveretto.

venerdì 5 ottobre 2012

Update

Brevissimo update.

Habemus casam! (E molto fica anche, lungo il canale).

Ma non abbiamo ritrovato nulla.

Cazzo.

[Aspettatevi a breve una serie di post celebrativi perché: (i) Manoel ha compiuto gli anni, e (ii) pure questo B.L.O.G. ha compiuto gli anni.]

giovedì 27 settembre 2012

(L'Olanda) Non è un paese per vecchi

L., dopo una settimana di ricerche casa infruttuose ha trovato un appartamento carino a un prezzo folle (gli affitti sono cari come a Parigi in questa cazzo di cittadina olandese*!). Da brava italiana sgamata ha tirato sul prezzo di una cinquantina di euri. La signorina dell'agenzia le ha detto si, si, guardi, ora sento il landlord e le faccio sapere. Nessuna notizia per tutto il giorno. Poi l'ha chiamata alle 5 (orario di chiusura di TUTTO qui in Olanda) per dirle che avevano affittato ad altri**.

Cazzo. Qua non si scherza. 

L'Olanda non è un paese per vecchi.

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* Sì, cittadina, non è Amsterdam.
** Che grandissima puttana. E scusate il francese.