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venerdì 23 marzo 2012

Le grandi soddisfazioni della vita

Tenere questo blog è una fonte di infinite soddisfazioni.

E non mi riferisco solamente ai due premi appena ricevuti, dei quali parlerò diffusamente nei prossimi post.

Mi riferisco al fatto che poco fa qualcuno è finito tra le pagine del mio blog digitando su google:
preti vecchi con suore vecchie porno
Il trotskista superdotato Fulvio Abbate sarebbe fiero di me.

lunedì 19 marzo 2012

Quello che tutti quanti aspettavamo

Carissimi, è con grande emozione che vi segnalo il ritorno di Fulvio Abbate e di Teledurruti.

Grazie Fuvio.

Grazie.



martedì 6 marzo 2012

La fetta d'ananas sul cazzo

Ah! Quante volte Fulvio Abbate, dagli schermi della compianta emittente monolocale Teledurruti, ha usato questa poetica espressione! La fetta d'ananas sul cazzo. Sì, la fetta d'ananas sul cazzo! Metafora del massimo del godimento e del relax aristocratico.

"Stendersi al sole con una fetta d'ananas sul cazzo". "Aggiustarsi una fetta d'ananas sul cazzo". E così via.

La fetta d'ananas sul cazzo è uno status symbol. Lo status symbol del benessere. Del benessere aristocratico. 

Ora, io mi sono guardato praticamente tutti i video di Teledurruti degli ultimi due anni. Non ne ho perso nemmeno uno. E ne vado fierissimo. Li ho visti tutti. Ma non ricordo nessun video nel quale Fulvio Abbate spiegasse un po' in dettaglio la questione della fetta d'ananas sul cazzo.

Io la faccenda l'ho sempre interpretata così (e gli esperti di Teledurruti sono invitati a commentare e discutere la cosa a piacimento).

Immaginatevi una spiaggia bianca e meravigliosa. Un cielo di un indimenticabile international Klein blue*, con in mezzo un sole che grida. Giallo. 
E il mare. Il rumore del mare. La linea dell'orizzonte, lontana e ricurva, che separa il blu di sotto dal blu di sopra. 
E in mezzo alla lunga spiaggia bianca, non lontana dal mare, una sedia a sdraio, completamente reclinata, con sopra tu. 

Tu. 

Tu completamente nudo. Tu steso al sole. La pelle abbronzata e calda e ricoperta da minuscole goccioline di sudore che il sole spazza via, infuocato.

Ecco.

Ora immaginatevi una fetta d'ananas. Di quelle col buco nel mezzo. Immaginatevi che sia fresca di frigo. E immaginate di sollevare per un attimo -solo per un attimo- gli occhialini paraocchi a specchio marca GiorgioArmani, unico capo d'abbigliamento tra voi e il sole, per prendere una fetta d'ananas, una di quelle col buco nel mezzo, di introdurre il pene nel suddetto buco e di godere della frescura derivante dalla fetta d'ananas che si appoggia su inguine e testicoli. 

Ecco. Io 'sta faccenda l'ho sempre immaginata così. Sbaglierò?

Dichiaro aperto il dibattito.


(Teledurruti adesso non c'è più. E mi manca tantissimo. Tantissimo.)

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* Sì, me la sto menando gratuitamente. Anzi, aristocraticamente.

mercoledì 15 febbraio 2012

Puntualizzazione

Vorrei chiarire qui una cosa. Non so di cosa abbia parlato ieri Celentano. Non lo so*. Ve lo giuro. E non leggerò nessun articolo di giornale che possa in qualche modo farmelo sapere. Perché la cosa mi fa venire sonno**.

Scusate, ma ci tenevo a puntualizzarlo.

(Non mi dispiacerebbe un applauso, a questo punto. Così, giusto per dare un boost al mio ego***.)

Ora, senza perder tempo, torno alla mia principale occupazione, che come ben sapete è diventare famoso.

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* Per i pignoli: dai titoli dei giornali e dai post su Facebook ecc ecc so che centrava la chiesa cattolica. E basta.
** Se ci fosse stata ancora Teledurruti allora sarebbe stata tutta un'altra storia. Avrei seguito attentamente il discorso di Celentano nella certezza che Fulvio Abbate lo avrebbe commentato in uno dei suoi video. Teledurruti mi manca molto...
*** Lo so, il mio ego non ne ha bisogno. Ma mi piacerebbe comunque e davvero tanto. Dai, applaudite.

lunedì 30 gennaio 2012

Come un pollo (o, titolo alternativo: S.)

Come un pollo. Sono stato smascherato come un pollo. Mi son fatto fregare come un pischello alle prime armi. Mi hanno già scoperto... Mi ha già scoperto. Lui, S., mi ha trovato. Mi ha stanato. Dopo neanche quattro mesi...

Bene. È ora di fare chiarezza. È quello che devo fare.

Come forse i più scaltri tra di voi avranno immaginato, Manoel O. Dias (la O. sta per Octavio), che sarei io, non esiste. È un'invenzione, un personaggio fittizio, una montatura. Manoel O. Dias è il mio pseudonimo da blogger. Non sono nato in Portogallo il 2 Settembre 1975 (il resto è tutto vero).

Ora, direte voi, perché tutto questo mistero? Perché nascondersi? Perché non rivelare la propria identità? Queste sono le stesse domande che mi pone dall'ottobre 2011 quello schianto di donna che è la mia donna, ma io non sono ancora stato capace di spiegarmi. Di spiegarle.

Allora, il punto è che io davvero non sopporto chi tiene un blog. È più forte di me. I blogger non li sopporto. Narcisismo e chiacchiere. E poi tutta una serie di frasi. "Dai un'occhiata al mio blog!", "Come ho anche scritto sul mio blog...", "A questa cosa ho anche dedicato un post sul mio blog...". Eccetera. Frasi che, come direbbe Fulvio Abbate*, mi provocano orrore.

D'altro canto, però, innegabilmente, sono un chiacchierone narcisista.

Insomma, il compromesso che avevo raggiunto con me stesso (con l'altro me stesso: Manoel O. Dias) era il seguente: fai un blog, ma fallo anonimo, o inventati uno pseudonimo. Non dire a nessuno cosa fai. Resta nell'ombra. Prima o poi ti scopriranno, quando il tuo blog diventerà (sì, lo diventerà) il più popolare d'Italia allora ti scopriranno, ma prima resta nell'ombra.

Poi ho fatto un passo falso. Il post su Teledurruti e sul suo ideatore, Fulvio Abbate. E la potenza di Google. La malvagia potenza di Google.

S. mi ha stanato perché mi conosce. Mi conosce bene. Perché parliamo spesso, ci raccontiamo le nostre vite. E quindi S. sapeva. Sapeva che stavo leggendo Q. Sapeva che non mi stava piacendo, mentre era stato proprio lui a consigliarmene la lettura.

Ed S., come me, ama smisuratamente Fulvio Abbate.

Certe discussioni possono terminare solamente grazie a un parere autorevole e indiscutibile. Un parere insindacabile. Super partes.

E se io e S. discutiamo un libro e non sappiamo raggiungere un accordo riguardo alla sulla sua qualità, beh, in quel caso solo Fulvio Abbate può dirimere la contesa.

Ed è per quello che S., su Google, ha scritto "fulvio abbate q luther blisset", ed è arrivato a me. È arrivato qui.

E mi ha stanato.

Ma Manoel non sparirà nel nulla. Questo blog continuerà, nonostante il suo autore dalle mille identità** sia stato oramai smascherato. Il blog continuerà, perché S. è sceso a patti con me.

Sì, S. è sceso a patti con me.

Dieci birre. Dieci birre sono bastate a comprare il suo silenzio.

[Ieri ho finito Q, la recensione arriverà prestissimo. Non mi è piaciuto, ma l'ho letto fino in fondo, e lo stile di questo post un po' (e volutamente) ne risente... Questo è Q, caro S., ed è per questo che non mi è piaciuto.]

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* Fulvio Abbate è il mio intellettuale di riferimento. Si veda il post Torni a bordo, cazzo! per ulteriori informazioni.

** Sono solo due, ma fatemi atteggiare un po', dai... Poi devo copiare Q, mi servono mille identità cazzo!

domenica 29 gennaio 2012

Post Scriptum a due post fa

Il mondo si divide in due: chi ama incondizionatamente Fulvio Abbate, e chi pensa che sia un demente osannato da una banda di ritardati mentali (a Confederacy of dunces?*). Io lo amo. In quest scenario leggermente polarizzato, mi piacerebbe capire dove si collocano i Pazzi Furenti che seguono questo frivolo blog.

[Ancora nessun video su Teledurruti, guardo compulsivamente puntate di (Ah)iPiroso per cercare conforto.]

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* Citazione coltissima. Anzi, citazione di una citazione, entrambe coltissime. Qui non si scherza per niente ragazzi... Per niente... Chi la (le!) indovina (e capisce) vince una foto autografata di Manoel O. Dias.

sabato 28 gennaio 2012

Torni a bordo, cazzo!

Fulvio Abbate è decisamente il mio intellettuale di riferimento, e il suo annuncio della chiusura dell'emittente "monolocale" Teledurruti mi ha rovinato la settimana.

Fulvio Abbate è uno scrittore siciliano che vive a Roma. Devo ammettere con somma vergogna che, nonostante sia oggettivamente il mio referente culturale assoluto, non ho mai letto nessuno dei suoi libri. Le ultime volte che sono andato in Italia ho girato un po' di librerie e nessuna aveva niente di Fulvio Abbate, ma tutte le libraie (che per qualche motivo erano sempre donne) mi dicevano "ah si! certo!" e poi mi davano un libro di un certo Abate (con una b sola) che io respingevo con disdegno.

Fuvio Abbate è il mio intellettuale di riferimento perché è l'ideatore, autore, conduttore e pressoché unico interprete/regista/attore dell'emittente Teledurruti - Una televisione monolocale.

Teledurruti funziona così: ogni giorno Fulvio Abbate fa qualche video della durata di qualche minuto dove c'è lui in primo piano, con sempre le stesse due pareti di sfondo, con due quadri di non ricordo più chi, che dice tutto quello che gli passa per la testa a proposito di argomenti assolutamente incongrui e improbabili che spaziano dalla politica interna al sesso anale.

Sono oramai leggendarie le sue idiosincrasie contro: Concita De Gregorio, Walter Veltroni, Vinicio Capossela (per il quale, secondo Abbate, il fatto di essere pure bravo è un'aggravante) e altri, verso i quali scarica minuti di astio e livore che non lasciano speranza. O le sue (clamorosamente finte) origini aristocratiche (il Marchese Fulvio Abbate)...

Talvolta compariva nei suoi video la (compianta, davvero) Gemma Politi, sua madre, con la quale inscenava siparietti strepitosi specialmente incentrati sulla politica (inquadratura in primo piano della novantenne Gemma Politi, Fulvio Abbate fuori campo che dice: "Mamma, hai 3 minuti per parlare male del PD!"), altre volte la figlia Carla, che chi segue Teledurruti ha visto praticamente crescere su youtube...

Il video in cui Fulvio Abbate annuncia la chiusura di Teledurruti non è il primo di questo genere. Già in passato, periodicamente, in alcuni video l'Abbate si diceva tentato di interrompere tutto quanto, poi però non era mai successo nulla. Ora invece da qualche giorno nessun video... Il che ha fatto piovere i commenti dei suoi assidui seguaci, la maggioranza dei quali del tipo: "Dai non fare il coglione ricomincia a fare video!". Il più bello di tutti, però, è il commento di un certo Emanuele che con un guizzo geniale gli grida: "Torni a bordo, cazzo!".

A un occhio poco attento, Fulvio Abbate potrebbe sembrare un grandissimo minchione, e probabilmente lo è. Ed è per questo, credo, che lo amiamo così tanto.

Spero davvero che Fulvio Abbate la smetta di coglioneggiare e si rimetta a fare video. Nel frattempo, aggiungo il link a Teledurruti qui di fianco.

Certo, ci resta pur sempre (Ah)iPiroso, la trasmissione (bellissima ma non saprei dirvi davvero di che diavolo parli) di La7 che ha come ospiti fissi Fulvio Abbate e Adriano Panatta ma, decisamente, non ci basta. Rivogliamo Teledurruti.