giovedì 23 febbraio 2012

Books I read 5 - Gilead, Marilynne Robinson

Gilead inizia così:
I told you last night that I might be gone sometime, and you said, Where, and I said, To be with the Good Lord, and you said, Why, and I said, Because I'm old, and you said, I don't think you're old.
ed è un libro delicato e commovente di 282 pagine.

Lo so, commovente è probabilmente l'aggettivo meno cool che si possa usare per descrivere un libro. Devo ammettere che ho cancellato e riscritto più volte la parola commovente qui sopra, per via dell'imbarazzo che mi provoca il vederla scritta, specialmente se a scriverla sono stato io. Le storie commoventi sono molto spesso di basso livello. Un po' ordinarie. Così come sono un po' ordinarie le persone che si commuovono troppo facilmente. Il commuoverci instilla in noi* (sedicenti persone di un certo livello) il sospetto di essere persone banali.

Comunque, chiusa questa parentesi sulla mia idiosincrasia per la parola commovente, vi confermo che Gilead è un libro che commuove per il semplice fatto che dentro ci sono scritte un sacco di cose belle. Semplici e belle.

Gilead è un paesino (immaginario) sperduto nelle praterie del midwest statunitense. È un paesino da qualche parte in Iowa. E il reverendo John Ames è un vecchio pastore congregazionalista al quale il medico ha appena comunicato che i suoi problemi di cuore non lo lasceranno vivere ancora a lungo. John Ames ha avuto un figlio in tarda età, da una donna molto più giovane di lui. Il figlio ha 7 anni, John Ames ha passato i 70. Le 282 pagine di Gilead sono una lunga lettera che il reverendo Ames scrive al figlio affinché, una volta adulto, possa leggerla e imparare e conoscere qualcosa sulla sua vita, sulla vita di suo padre, che avrà conosciuto solo da bambino. È il 1957.

Nella sua lettera, una via di mezzo tra delle memorie e un testamento spirituale, Ames racconta di suo padre e di suo nonno, anch'essi pastori e predicatori in quel paese perso nella prateria. Racconta dell'incontro con la moglie tanto più giovane di lui. Racconta le sue chiacchierate con l'amico di sempre, il reverendo Boughton. E racconta del figlio di Boughton, che dopo vent'anni torna a Gilead a trovare il padre, e di quanto il padre lo ami, nonostante non sia esattamente quello che si possa definire un figlio modello.

Ci sono tanti passi poetici e toccanti tra le pagine di Gilead. Sentite questo, per esempio, in cui il reverendo Boughton ricorda ad Ames una delle loro bravate di gioventù, e allo stesso tempo descrive in maniera squisitamente umana quale sia la sua immagine del paradiso:
Boughton says he has more ideas about heaven every day. He said: 'Mainly I just think about the splendors of the world and multiply by two. I'd multiply by ten or twelve if I had the energy. But two is much more than sufficient for my purposes.' So he's just sitting there multiplying the feel of the wind by two, multiplying the smell of the grass by two. 'I remember when we put that old wagon on the courthouse roof,' he said. 'Seems to me the stars were brighter in those days. Twice as bright.'


Gilead ha vinto il Pulitzer Prize for Fiction nel 2005.

Marylinne Robinson ha scritto solamente altri due romanzi. Housekeeping (1980), che a quanto tutti dicono è un capolavoro, e Home (2008), che è una riscrittura di Gilead, gli stessi eventi raccontati in Gilead, ma visti questa volta dal punto di vista del reverendo Boughton.

Penso che li leggerò entrambi. Sì, prima o poi li leggerò entrambi.

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* Ebbene sì, sto usando il pluralis maiestatis.

3 commenti:

  1. Lo metto nella mia lista dei libri "Da Leggere" :)
    e poi anche noi persone di un certo livello abbiamo un cuore;)

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