sabato 6 luglio 2013

I tassisti parigini

Oggi vi parlerò dei tassisti parigini. Semplificando, la faccenda può essere riassunta con la frase "io odio i tassisti parigini".

Perché a notte fonda, quando non c'è più la metro e tu ne trovi uno libero, invece di farti salire, il tassista in questione accosta, fa scivolare giù il finestrino e ti chiede: "dove vai?". E se tu rispondi qulcosa che non sia compatibile con la massimizzazione del suo ricavo economico ti dice "no" e riparte.

E tu li odi con tutte le tue forze.

Meno male ci sono i taxi abusivi. Quelli, se li riconosci, ti portano dove vuoi a un prezzo concordato prima. L'unica volta che ne ho preso uno mi sono pure divertito. L'abusivo, agitatissimo, ha cominciato a raccontarmi freneticamente una serata fittizia piena di dettagli che descrivevano il nostro incontro nel bar X, nel quartiere X eccetera eccetera, come fossimo diventati amici eccetera eccetera e come lui mi avesse offerto un passaggio fino a casa. Tutto in caso ci fermasse la polizia e facesse domande. Gli ho detto di rilassarsi e gli ho chiesto di raccontarmi qualcosa di vero su di lui.

Io domani vado al mercato con mio figlio, mi ha detto, e sono disoccupato. E se non ho soldi che cosa ci compro, al mercato?

E mi ha anche dato una dritta, e mi ha detto che tutte, ma proprio tutte, le persone di colore che girano in macchina da sole nelle notti del weekend parigino sono tassisti abusivi.

Sappiatelo.