mercoledì 17 giugno 2020

Sulle conseguenze del confinamento: gli effetti di una dieta ipercalorica combinata a una pressoché assente attività fisica

C'è chi dice che l'umanità uscirà migliorata da questa pandemia. Che questa sarà l'occasione per ripensare il nostro modo di vivere, il nostro rapporto con gli altri, con la natura... I pessimisti, invece, dicono che ne usciremo peggio di prima, più gretti ed egoisti. Più stronzi. Il dibattito è infuocato.

Io ho una certezza.

Menoel ne uscirà diverso.

Ne uscirà con le tette.

domenica 14 giugno 2020

Ignorante e felice

Non so voi, ma io da settimane ho smesso di leggere i giornali. Ho smesso di informarmi. Non so più niente.

E' bellissimo.

Durerà?

giovedì 11 giugno 2020

L'ebbrezza della normalità

Ieri sera, dopo svariati mesi, la famiglia Dias è finalmente uscita per recarsi al baretto di fiducia, gestito da Cesar, un ruvido ma meraviglioso signore portoghese. Ed è stato bello vederlo sorridere da dietro la mascherina, mentra diceva alla Tipsy: ma come sei cresciuta!

Dopo un paio di birrette e chiacchiere con amici siamo rientrati a casa, senza nessuna voglia di preparare la cena. Vado da Farhat, il libanese, e prendo qualcosa da mangiare, ho detto. Il ristorante di Farhat non ha tavoli all'aperto, e quindi può solamente vendere il suo cibo da asporto, e in più per entrare dentro al ristorante e ordinare è obbligatoria la mascherina. Entrando, quindi, cerco di infilami la mascherina ma l'elastico si incastra negli occhiali rischiando di farli cadere.

"Poutain!" è stata quindi la prima cosa che ho esclamato varcando la soglia, mentre lottavo ancora con l'elastico.

E Farhat, appoggiato al bancone, braccia conserte e immacolato vestito bianco da chef, ha detto: "Eh sì, amico mio, di questi tempi va proprio così: poutain!"

martedì 9 giugno 2020

Le mille soddisfazioni della vita da padre

Tra le tantissime cose che mi sono successe in questi interminabili anni di assenza dal BLOG, c'è n'è una che mi ha portato via tanto tempo, in cambio di pochissimi soldi. Manoel ha scritto un libro. Un libretto, per essere precisi. Un librettino di divulgazione scientifica*.

Bene.

L'altro giorno la Tipsy si è ritrovata tra le mani il libretto. E guardando la copertina ha iniziato a leggere a voce alta: "Maaaaaaaaanoooooooooeeeeeeeeeeellllllll Diiiiiiiiiiaaaaaaaaassssss".

Poi è rimasta in silenzio, sopracciglia aggrottate, per qualche secondo.

Poi ha guardato me, poi la copertina del libretto, poi ancora me.

"Babbo, ma questo qui è un altro Manoel, non sei tu, vero?"

Che dire. Son soddisfazioni.

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* Ricordo alle mie numerose lettrici (e ai miei due lettori) che Manoel nella vita vera di lavoro fa lo scienziato.

venerdì 5 giugno 2020

COVID-19

Carissime.

Carissimi.

Ci siamo lasciati nel lontano Novembre del 2015, all'indomani dei drammatici attacchi terroristici a Parigi.  Nei mesi ed anni seguenti, il terrorisomo islamico internazionale è stato considerato  il pericolo numero uno per l'occidente. Tutti i mezzi di comunicazione di massa, all'unisono, ci hanno martellati con inquietanti notizie su uno Stato Islamico in espansione,  su foreign fighters che andavano e venivano tra i campi di battaglia siriani e le nostre città, sui lupi solitari, ovvero tranquilli e sorridenti vicini di casa arabi che da un giorno all'altro si sarebbero potuti trasformare in invasati kamikaze. Eccetera.

Più o meno nello stesso periodo iniziava la crisi dei migranti, resa ancora meno gestibile, anzi certamente amplificata da accadimenti quali la morte di Gheddafi e la guerra in Siria. Le prime pagine dei giornali si sono riempite di barconi stracarichi di miseria fermi al largo della Sicilia. E di leghisti intenti a farsi dei selfie. Eccetera.

Poi c'è stato un periodo probabilmente abbastanza breve, ma che a me è sembrato non passare mai, durante il quale non appena qualcuno cercasse di informarsi su qualsiasi questione, si vedeva parare davanti lo sguardo torvo di Greta Thunberg. Quello sguardo che era un'incrocio tra un "ricordati che devi morire", un "lo so benissimo che sei stato tu", o anche un "è tutta colpa tua". Eccetera.

Bene, ora la domanda che mi (vi) pongo è la seguente. Dove sono finiti tutti quanti? Terroristi, migranti, leghisti e ambientalisti. Dove sono finiti?

Chiedo per un amico.

domenica 31 maggio 2020

Pensieri notturni

E se mi rimettessi a scrivere?

4 anni e mezzo dopo l'ultimo, glorioso post?

Affrontare la fase 2 riaprendo il blog?

Ricominciare la folle corsa verso la gloria e il successo?

Rendere di nuovo felici milioni e milioni di lettori (diciamolo, in grandissima parte lettrici, inutile nascondersi dietro finte modestie: ho una grande responsabilità nei loro confronti*).


Sì, ma per dire cosa?

Le solite vaccate in allegria? (sento un coro di siiiiii siiiiiii levarsi dal pubblico).

O fare un blog più serio (naaaaa, che palle... buuuuu buuuuuuu....).

Per aumentare la popolarità del blog avrei potuto trasformarlo in un daddy-blog, sarebbe stata una mossa facilissima. Ma non avrebbe senso farlo ora, che la Tipsy è oramai prossima all'iscrizione all'università. E poi, diciamo anche questo: che palle i daddy-blog! Padri narcisi fingono di raccontare le loro buffe inadeguatezze al solo scopo di mostrarti quanto son fighi.

Io sono figo**. Non ho bisogno di fingere di non esserlo per farvelo sapere.

Quindi?

Mah, diciamo che per adesso vado a letto. Poi vediamo.

Statemi bene***.

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* E' proprio una cosa dimostrata scientificamente che non riesco a scrivere più di 5 righe senza metterci una cretinata. Abbiate pazienza. In fondo, ne sono certo, mi amate anche per questo.
** Anche esteticamente.
*** E grazie a Natalia Pi perché è tutta colpa sua.

mercoledì 18 novembre 2015

Parigi, oggi

Un breve post per comunicare ai miei numerosi lettori e ancor più numerose lettrici, che Manoel, L. e la Tipsy sono sani e salvi. Stiamo bene.

Lunedì è ricominciata la vita "normale", dopo un weekend passato col fiato sospeso, a sbirciare le notizie su internet sugli attentati.

Insomma lunedì mattina ho portato la Tipsy alla crèche (l'asilo nido). All'ingresso della crèche c'è questa lavagna sulla quale si possono leggere i messaggi della direttrice ai genitori. Di solito sono messaggi cordiali e formali che si concludono con: "La direttrice della crèche: Mme Nome Cognome".

Invece lunedì mattina la lavagna era tutta bianca e pulita tranne una scritta a caratteri cubitali, al centro:

KEEP ON ROCKIN'

seguita dalle iniziali della direttrice, in basso a destra.

Quindi, cari tutti, let's keep on rockin'. Let's keep on rockin'.

giovedì 24 settembre 2015

La porta

Alla fine è successo. Doveva succedere. Mi sono chiuso fuori casa. Anzi, ho chiuso me stesso e tutta la famiglia fuori casa.

Il problema è la porta. La porta parigina del nuovo appartamento parigino dove la famiglia Dias vive da poche settimane. La porta parigina ecc ecc ha una serratura blindata a dir poco perfida. Se uscite e chiudete la porta lasciando sbadatamente la chiave nella toppa, all'interno, la porta poi non si apre più. Nemmeno se avete un'altra copia della chiave. Perché la chiave entra nella serratura esterna ma non gira. Non gira, Cristo!

Me n'ero accorto subito (non mi sfugge niente) appena preso possesso del nuovo appartamento, e mi ero raccomandato con L., "Mi raccomando, non lasciare mai la chiave nella serratura interna!".

Bene.

E così, l'altro giorno sono uscito e ho chiuso la porta lasciando sbadatamente la chiave nella toppa, all'interno. Quindi mi sono trovato come un fesso sul pianerottolo, con la Tipsy nel passeggino che mi guardava perplessa mentre smadonnavo e cristonavo.

Ho quindi chiamato L., in cerca di ispirazione, e lei mi ha detto che sono un coglione.

Ho quindi deciso di mostrarle di che pasta è fatto Manoel Octavio Dias e ho proclamato: "Aprirò questa dannata porta!".

Dopo una breve riflessione mi è venuto in mente il vecchio trucco della radiografia, che pare funzioni in queste situazioni. Inserire una radiografia nello spiraglio tra la porta e lo stipite e muoverla su e giù, all'altezza della serratura. Finché la serratura scatta e la porta si apre. Ma dove la trovo una radiografia? Dunque dunque dunque... Ma sì, la mia vecchia vicina di casa (vecchia sia nel senso di ex-vicina di casa che nel senso di vicina di casa anziana)! Vuoi che non abbia una radiografia? Ce l'avrà di sicuro! Ma il picco di entusiasmo è durato pochissimo e alla fine ho desistito ("Buoansera C., siccome lei è piuttosto anziana mi potrà sicuramente aiutare: mi presta una sua radiografia del femore?" no, dai, non si può fare...).

Chiamo quindi il mio amico S., che lavora all'università. Mentre la Tipsy continua a guardarmi perplessa gli chiedo se possa procurarmi dei lucidi, sai i vecchi lucidi?, detti anche "trasparenze", quelli che si usavano per fare le presentazioni prima che esistesse PowerPoint. "Provo a vedere se ne trovo e poi te li porto".

Dopo mezz'ora, durante la quale telefono a C. per chiederle se sarebbe disponibile, eventualmente, a prestarmi una radiografia, e lei mi dice di si, e durante la quale una vicina di casa mi regala svariate cartelline di plastica trasparenti che io letteralmente distruggo infilandole nella fessura tra la porta e lo stipite e muovendole forsennatamente su e giù... insomma dopo una mezz'ora arriva S. coi lucidi. Armeggiamo per un'altra buona mezz'ora alla porta che non ne vuole sapere di aprirsi.

A quel punto, dopo un altro paio di telefonate a L. per chiederle consigli ("Sei un coglione! Un coglione!!!") decidiamo di chiamare un serrurier, che è la parola francese per questi signori che, oltre a vendere serrature e porte blindate, si offrono anche di aprire le porte lasciate maldestramente chiuse dai loro proprietari.

Il serrurier dice che siccome la porta non è chiusa a chiave me la può aprire per SOLI centocinquanta (150) euri. Cazzo, penso io. E dopo uno sguardo a una Tipsy implorante, preso dallo sconforto, accetto.

Il serrurier arriva 20 secondi dopo (il suo negozio è letteralmente di fronte a casa). Ha una valigetta. Molto bene, penso, sarà piena di attrezzi sofisticatissimi e luccicanti con i quali aprirà la porta. E invece, con mia grande delusione, tira fuori un foglio di carta plastificata e inizia a fare ESATTAMENTE quello che stavamo facendo io e S. con i lucidi fino a un secondo prima. Con l'unica differenza che il signor serrurier non si cura minimamente dell'incolumità della porta e, mentre armeggia con la carta plastificata la tempesta di vigorosi pugni e calci. E la porta ballonzola e vibra e sfrigola ma non si apre.

Ed è a questo punto che, attirato dal frastuono, il vicino di pianerottolo apre la porta e ci sorride.

Allora. Bisogna dire, prima di tutto, che il mio vicino di pianerottolo è un soggetto incredibile. Per farvi capire l'incredibilità del soggetto, basti dire che alla mia ipotesi, "secondo me quel tizio ha 16 anni" S. ha risposto, serissimo, "ma che cazzo dici, ne avrà almeno 40!". Ecco, giusto per inquadrare il tipo.

Insomma, il vicino, dopo aver detto bonjour e aver guardato per qualche minuto il serrurier che massacrava di colpi la porta, dice: "Ma non potete chiamare un serrurier?".

Seguono svariati secondi di silenzio, con tutti gli occhi presenti nel pianerottolo rivolti a lui, dopodiché il mio dito indica il serrurier e la mia bocca pronuncia la frase "E' lui il serrurier".

Soddisfatto dalla mia risposta il vicino di pianerottolo continua a guardare il procedere dei lavori. E dopo cinque minuti approfitta di una breve pausa del serrurier per consigliarlo: "Ma non può smontare a serratura? E poi apre la porta e poi la rimonta".

Il serrurier alza un sopracciglio, poi l'altro, poi ride. E senza proferir verbo ricomincia a tempestare di calci e pugni la porta.

Ma è dopo altri cinque minuti di calci e pugni sferrati senza alcun riguardo alla mia povera porta dall'indomito serrurier che il vicino di pianerottolo raggiunge l'apice del suo disquisire, pronunciando la frase che lo renderà immediatamente il mio idolo assoluto.

"Ma non c'è nessuno in casa?".

Applausi. Applausi scroscianti.

Sipario. 

sabato 30 maggio 2015

La cruda verità

Parigi, quattordicesimo arrondissement. Cena. Dialogo tra L. e M., italiani all'estero. Expats.

L: La parola expat mi fa schifo.
M: Sì, non è mai piaciuta nemmeno a me.
L: Che poi, cosa vuol dire?
M: Mmm... Vediamo... Immigrato proveniente da un paese industrializzato...?
L: Sì appunto. È per non mescolarsi agli immigrati "veri"... Che sono poveri e puzzano.
M: Immigrato fighetto? Intellettuale? Ricco? Benestante? Colto?
L: Sì, probabilmente vuol dire quello, ma che senso ha? Non siamo tutti immigrati uguali?
M: Ma il vu cumprà, tecnicamente, è o non è un expat? O te lo immagini un albanese in Italia darsi arie da expat? O il kebabbaro che porge il panino a un affamato studente erasmus che ha dimenticato a casa il portafoglio e gli dice, con complicità: se non ci si aiuta tra di noi expat!
L: Ah ah ah!

RIASSUNTO: La parola expat è stata inventata per distinguerci dai negri*.

Sipario.

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* Si intende qui negri in senso lato.

mercoledì 29 aprile 2015

Autonomia politica

Premetto che seguo pochissimo le vicende politiche italiane perché è decisamente molto più divertente cambiare i pannolini ricolmi di merda fumante della Tipsy.

Però leggiucchiando i titoli dei giornali mi pare di capire che in Italia oramai il PD domini la scena, con le opposizioni relegate a trafiletti insignificanti scritti in corpo 2.

Sì, perché leggendo i titoli dei giornali, uno che non sappia nulla dell'Itaia penserebbe che al governo c'è il PD, che vuole assolutamente fare una legge elettorale chiamata Italicum, mentre il principale partito di opposizione, sempre il PD, fa di tutto affinché questa legge non passi. Allora il PD, essendo al governo, decide di mettere la fiducia su quella legge, in modo da obbligare i parlamentari dell'opposizione (sempre del PD) a votarla.

A questo punto in un paese normale dovrebbero insorgere i partiti di opposizione e dire che questo è un insulto alla democrazia e compagnia bella. Ma non ho trovato traccia sui giornali (però tenete conto che leggo solo i titoloni in corpo 1000) di nessun significativo sussulto di Forza Italia, Lega, o quell'altro partito dell'Angelino che adesso manco ricordo più com'è che abbiano deciso di chiamarlo. Forse Grillo ha detto che è uno schifo e che devono andare tutti a fare in culo, ma tanto lui lo dice sempre, a tutti, e su tutto, quindi non so se devo prendere la cosa seriamente o no...

Insomma. È il PD che strepita. Che si indigna. Che protesta con veemenza contro se stesso. Mentre i partiti di opposizione forse hanno capito che la strategia migliore è non intervenire e lasciare che siano loro a disintegrarsi con le loro stesse mani.

Se a questa straordinaria autonomia politica del PD in parlamento si aggiunge il fatto che, grazie alla legge elettorale detta Porcellum, gli elettori non hanno potuto scegliere nessuno dei parlamentari che ci stanno regalando questo spettacolo, non resta che avanzare la seguente proposta.

Riassumendo. Al PD non serve una opposizione, perché tanto se la fa da solo, così come al PD (e a tutti gli altri partiti) non servono nemmeno gli elettori, dato che la lista degli eletti è stata decisa a tavolino da un paio di cialtroni incravattati. Quindi il PD ha raggiunto sia l'autonomia politica in parlamento, che quella fuori dal parlamento.

Proposta. Perché non li lasciamo fare? Mentre loro supercazzolano come se fosse antani, noi ci inventiamo un sistema democratico, con elezioni democratiche, con dei partiti di destra e di sinistra* eccetera eccetera e, senza dirglielo, ricominciamo da capo. Mettiamo il parlamento da un'altra parte, magari in un centro sociale occupato che tanto oramai non si sa più che fare nei centri sociali occupati, e lasciamo per un po' le sedi istituzionali ai vari Mattei, Angelini, Pierluigini, Silvi ecc.

Fino a quando si accorgeranno, probabilmente non prima del mancato ricevimento del modesto stipendio da parlamentari, che l'Italia è andata avanti senza di loro.

Sarebbe bello, no?

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* Ma non di centro! Dai. È palese ormai. In Italia il centro non funziona. Tutti vogliono il centro e quindi sono anni e anni che dobbiamo sorbirci queste puttanate tipo centro-sinistra, centro-destra, e centro-centro. Con tutti i partiti che assomigliano sempre di più alla DC. Basta cazzo. Da adesso in poi o uno è di destra o di sinistra. O al massimo anarchico. E basta! E non ditemi, per cortesia, e i cattolici dove li mettiamo? Metteteli dove vi pare. Ma non al centro, perdio!