lunedì 10 marzo 2014

L'olio volante

Ora, penso tutti voi abbiate capito che io e quella donna pazzesca, da urlo e tutto quanto di L. stiamo per fare una bambina. E che la cosa sia resa più interessante dal fatto che io e quello schianto di L. viviamo non solo in due città diverse, ma proprio in due nazioni diverse. La Francia e i Paesi Bassi.

Al momento stiamo spostando il baricentro della nostra famiglia verso i Paesi Bassi, che è il posto dove nascerà la Tipsy (non abbiamo ancora deciso il nome ma il soprannome è questo, ne siamo certi).

Lo spostamento del baricentro, come tutti voi saprete, comporta necessariamente uno spostamento di massa. Un flusso di materia che si sposta dal quattordicesimo arrondissement di Pariggi alla ridente cittadina paesan-bassa dove vive L.

Per farla breve: ogni volta che prendo il Thalys (lunga vita al Thalys!) per andare da Pariggi a Rotterdam* sono carico come un mulo di vestiti di L., di vestiti di Tipsy (pazzesco, questa non è ancora nata e ha già tutti i vestiti necessari per arrivare perlomeno alla prima comunione**), e amenità di ogni tipo, eccetera. In treno, sull'intrepido Thalys, ho trasbordato dalla Francia all'Olanda oggetti di ogni tipo, e per alcuni dei quali l'ho fatto senza sapere nemmeno a cosa servissero/cosa fossero (cremine varie, blocchi di creta, laptop rotti, ecc ecc).

Quindi la settimana scorsa non ho fatto una piega quando L., pochi minuti prima della mia partenza, mi ha scritto un messaggio che diceva: "Ricordati l'olio!". Sono andato in cucina, ho preso la tanica da 5 litri d'olio acquistata ad Ostuni (Puglia), l'ho avvolta in settemila sportine di plastica, l'ho messa in valigia e sono corso in aeroporto. Non ho avuto nessun dubbio sul da farsi, nessun tentennamento. E nemmeno il fatto che due settimane prima le avessi portato una tanica identica di altri 5 litri d'olio, mi ha fatto esitare. Ho solo pensato, brevemente: ma l'olio di oliva se lo beve?

Si sa. Le donne son donne. Misteriose. Incomprensibili. E le donne incinte ancora di più.


Un dettaglio che sono sicuro apprezzerete è il seguente: in realtà il mio viaggio Parigi-Paesi Bassi includeva una brevissima deviazione per Palermo (con cambio a Roma sia all'andata che al ritorno).

Insomma, mi sono trascinato dietro la tanica d'olio per tutto il tragitto Parigi-Roma-Palermo-Roma-Amsterdam. E negli sballottamenti aeroportuali, ahimè, si è tutta ammaccata.


"L., la tanica d'olio si è ammaccata tutta…"
L., guardandomi con la fronte aggrottata e gli occhi stretti a fessura: "La tanica d'olio?"
"Ma sì! La tanica d'olio che mi hai chiesto di portare!"
L., sempre con gli occhi a fessura: "La tanica d'olio?"
Estraggo quindi dalla valigia la tanica tutta malmessa e glie la mostro. E a quel punto gli occhi di L. si aprono, si spalancano, increduli, e le sopracciglia salgono alte verso il cielo, si inarcano a descrivere il profilo ondeggiato di due punti interrogativi. "La tanica d'olio?".

Dopo una breve discussione, capisco.

L. si riferiva all'olio anti smagliature.

Contenuto in una bottiglietta da 100 ml.

____________

* Dove cambio treno per giungere infine alla ridente cittadina bla bla
** È un modo di dire, dubito farà la prima comunione. Ci opporremo.

5 commenti:

  1. stima per l'avventura dell'olio. e mica lo dico da pugliese ;)

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  2. Chissà, magari anche il tuo olio è perfetto per le smagliature :-)
    Nessun problema all'aeroporto per una tanica contenente liquido sospetto? ;-)

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    1. nessun problema. l'ho messo nel bagaglio in stiva (dove uno puo' mettere tranquillamente anche droga, bombe, armi). non sono mica uno sprovveduto.

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  3. Mitico Manoel! Ma sei troppo stordito! Per quanto. Per un italiano è prezioso pure l'olio pugliese... Ma quello non lo puoi gioiosamente spalmare sulla tonda panza dello schianto! Se ti conoscessi di persona, ti direi sei un idiòta. Però te lo direi sorridendo :D

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