giovedì 9 gennaio 2014

Il magico mondo dei fisici

Oggi mi sono ritrovato a pranzo con dei colleghi che non conoscevo fino a, per l'appunto, oggi a pranzo. Eravamo una decina. Tutti fisici o astrofisici. Quasi tutti nerd.

Al mio angolo di tavolo c'erano: (a) un tedesco con capello lungo, felpa di pile, scarpe da trekking e postura ingobbita e (b) un tizio tutto pulito, con la camicia stirata, educatissimo, di provenienza ignota (lo ha spiegato ma mica ho capito… giuro che nella spiegazione ha menzionato Lussemburgo, Arizona, sud della Francia e Londra) ma con chiaro accento british, e con una incongruissima coda di cavallo.

Ci sediamo e, assieme ai nostri culi sulle sedie, cala subito anche un gelido e imbarazzato silenzio.

Io sono uno socievole, ma a volte proprio non ce la faccio. A volte, se la situazione è proprio disperata, posso anche decidere che va benissimo pranzare in silenzio e pensare ai fatti miei.

Quindi fisso per un po' il bicchiere vuoto, fino a che, qualche minuto dopo, il tizio tutto pulito e di provenienza ignota richiama la mia attenzione dicendo: "So!". 

Lo guardo e ha un sorriso tutto pulito stampato sul volto.

"So!" dice, per poi aggiungere, un po' a scatti "What. Would you like. To talk. About?".

"The weather" rispondo prontamente. 

Perché io sono uno che sa stare in società.

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